Verso il Convegno dei Ministranti...

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Padre Darìo porta l'Argentina in Seminario

Padre Darìo porta l'Argentina in Seminario

In questo periodo è presente nella nostra Diocesi, Padre Darìo, della diocesi di Oràn in Argentina, dove sono presenti don Diego Calvisi e don Andrea Buttu. Padre Darìo ha voluto condividere con la nostra Comunità un momento di incontro e di testimonianza. Raccontando la sua vocazione e descrivendo il suo lavoro in terre poverissime nelle quali emergono, oltre la povertà, sempre nuovi problemi che rendono l’annuncio del vangelo non sempre facile. I giovani, spesso schiavi del narco-traffico, costituiscono una delle attenzioni principali della chiesa locale. La scarsità di clero e le enormi distanze sono le sfide quotidiane. Una novità degli ultimi tempi è la fondazione nella diocesi del Seminario, che accoglie giovani desiderosi di intraprendere il cammino verso il sacerdozio, che sino ad adesso dovevano necessariamente spostarsi tantissimo per la formazione e che costituisce un segno positivo che apre alla speranza.

Il confronto con Padre Dario è stata l’occasione per aprire i nostri orizzonti verso una Chiesa veramente universale dandoci maggiore consapevolezza della sua grandezza e della sua varietà che spesso vengono oscurate dai nostri piccoli e limitati confini diocesani.

Assicuriamo a Padre Darìo la nostra preghiera per la sua diocesi e per il suo lavoro!!!

La nostra sfida: ogni Parrocchia abbia un seminarista

La nostra sfida: ogni Parrocchia abbia un seminarista

“Le sfide esistono per essere superate”

Lo slogan della locandina che ricorda la Giornata del Seminario del 2014 è un chiaro richiamo al titolo del programma pastorale diocesano! Anche il Seminario vuole inserirsi nella logica della pastorale d’insieme e sentirsi parte di tutte quelle sfide che, come comunità diocesana, ci vedranno coinvolti nei prossimi anni.

Tra le tante sfide che la Chiesa oggi è chiamata a superare vogliamo vedere anche la pastorale vocazionale che ha bisogno di essere continuamente rilanciata e rinnovata. Parlare di sfida significa guardare a questa realtà come un qualcosa di mai completamente raggiunto ma che, nella continua evoluzione del mondo intorno a noi, ha bisogno di trovare nuove strade che siano il canale privilegiato con cui Dio può continuare a far sentire oggi la sua voce e le sue chiamate.

Nella dinamica di una pastorale vocazionale che coinvolga tutti, il Seminario Minore, pur essendo un’istituzione ormai plurisecolare, mantiene oggi la sua validità e attualità, offrendo ai ragazzi delle scuole medie e superiori la possibilità di discernere, tra i molteplici richiami che si presentano nella loro esperienza umana e cristiana, la voce di Dio che continua a chiamare e ad attrarre a Se cuori generosi e coraggiosi.

Negli ultimi anni, anche nella nostra Chiesa Sarda, diversi Seminari Minori hanno chiuso le loro porte sia a causa dell’assenza di ragazzi disposti a vivere l’esperienza del Seminario, sia perché si è ritenuto di voler privilegiare altri cammini di discernimento. La nostra Chiesa Diocesana ha continuato a credere in questa istituzione che ritiene ancora valida e capace di portare frutti. Ha continuato ad accogliere e a rispondere a questa sfida cercando di superarla continuamente per continuare ad essere in Diocesi un efficace segno della benevolenza e della fedeltà di Dio.

È una sfida che naturalmente non riguarda solo i 18 ragazzi presenti nel Seminario Minore e i 10 giovani che, in varie esperienze di formazione, si preparano al ministero sacerdotale, ma coinvolge tutta la comunità diocesana. Celebrare una Giornata del Seminario significa allora continuare a crederci. Tutti, sacerdoti, laici, religiosi, consacrati, devono sentirsi coinvolti nel superare questa fondamentale sfida. Sentire che il Seminario non è di qualcuno ma è davvero di tutti. Credere che la pastorale vocazionale non coinvolge solo chi direttamente si occupa delle vocazioni, ma deve essere preoccupazione di ciascun battezzato. Solo continuando a crederci potremo superare questa importante sfida. Crederci significa rimboccarsi le maniche, non stancarsi di pregare e di proporre ai nostri ragazzi la possibilità di cammini vocazionali, anche quando sembra che le nostre preghiere e le nostre proposte, nell’immediato, risultino inefficaci.

La sfida che le nostre comunità parrocchiali dovrebbero accogliere è di vedere almeno uno dei suoi figli parte di questo cammino di discernimento. Diverse parrocchie della nostra Chiesa diocesana hanno già questa grazia e devono continuare a pregare per la perseveranza di questi ragazzi, le altre dovrebbero intensificare la loro preghiera e il loro impegno per essere collaboratori e amplificatori delle chiamate di Dio. Potrebbe sembrare una sfida ardua, come impegnativa è la scalata verso la cima dell’Everest, ai piedi della quale, simbolicamente, sono raffigurati i ragazzi del nostro Seminario Minore, ma non impossibile. Avere il coraggio di puntare in alto, di raccogliere questa sfida, sarà il segno più eloquente che le Giornate del Seminario non sono solo una sosta di una domenica per raccogliere offerte per il Seminario, se pur preziose e fondamentali; sarà anche l’occasione per risvegliare in tutti l’impegno a lavorare insieme perché ogni comunità esprima dei ragazzi e dei giovani che dicano il loro sì al progetto che Dio ha per loro o che almeno, con serietà e responsabilità, accettino di porsi l’importante interrogativo sulla propria vocazione.

Le sfide esistono per essere superate?

Questa la nostra sfida: ogni parrocchia abbia un ragazzo in discernimento o in cammino verso il Sacerdozio!

Sì, amiamo puntare in alto!!!

Giornata vocazionale a Fonni

Giornata vocazionale a Fonni

Una delle iniziative più significative che la Comunità del Seminario porta avanti durante l’anno sono le Giornate Vocazionali nelle comunità parrocchiali della nostra Diocesi. Sono occasioni preziosissime in cui i ragazzi del seminario hanno la possibilità di dare la loro testimonianza in mezzo ai loro coetanei trasmettendo con semplicità la gioia e il coraggio di rispondere alla chiamata di Gesù.

Sabato 15 e domenica 16 novembre, ospiti del convento dei Frati minori di Fonni, i seminaristi ed un piccolo gruppo di ragazzi del pre-seminario, hanno raggiunto la cittadina più alta della nostra diocesi e, nonostante le grigie giornate segnate dalla pioggia, hanno saputo portare la luminosità e l’allegria tipica della loro età.

Il sabato pomeriggio l’incontro con un gruppo di ministranti e di giovani della comunità parrocchiale di N. S. dei martiri è stato l’occasione per riflettere sul tema della chiamata. Attraverso dei video, ma soprattutto grazie al racconto della personale storia vocazionale di alcuni ragazzi, è risuonato forte il gioioso messaggio che Dio ha un progetto d’amore per tutti, qualsiasi esso sia, e ciascuno è chiamato a scoprire tale meraviglioso piano per realizzarlo nella propria esistenza. Impossibile un’esperienza cristiana che esuli da questo fondamentale interrogativo: “Signore cosa hai pensato per me?”.

La serata si è conclusa con una pizzata in “Cumbentu” durante la quale frati, educatori del Seminario, seminaristi e giovani della parrocchia hanno potuto stare insieme in allegria e in amicizia, arricchendosi della loro reciproca conoscenza.

Al mattino le attività sono riprese con la recita comunitaria delle lodi per poi dividersi in due gruppi e partecipare, animandole, alle celebrazioni domenicali nelle due parrocchie di Fonni. Anche questa è stata un’occasione per far conoscere il volto della comunità del Seminario, per dare testimonianza che ancora diversi ragazzi hanno il coraggio di dire il loro sì a Dio e per chiedere incessanti preghiere per i seminaristi e per le vocazioni. Dopo la Messa ancora un momento di festa insieme a tutti.

Nel pomeriggio la partenza verso Nuoro, certi di aver vissuto un momento di grazia in cui crediamo che Dio sia passato toccando il cuore di tanti, per spingerli ad una sensibilità maggiore verso la realtà del Seminario e delle vocazioni in genere. Quando la preghiera si arricchisce di volti concreti diventa più vera e profonda e non mancherà di portare certamente i suoi frutti.

Grati dell’ospitalità ricevuta, la Comunità del Seminario auspica che anche dalle comunità parrocchiali di N. S. dei Martiri e di San Giovanni Battista in Fonni possano continuare a fiorire vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata per non interrompere quella catena ininterrotta di “Sì” generosi e coraggiosi che la comunità fonnese ha sempre espresso.

Si riparte!!!

Si riparte!!!

Un nuovo anno ha inizio.

Dopo la pausa estiva, il Seminario Vescovile riparte con le sue attività. Il 14 settembre con la Celebrazione Eucaristica presieduta da S. E. Mons. Mosè Marcia, i ragazzi accompagnati dalle loro famiglie e accolti dai superiori del Seminario, hanno dato il via ad un nuovo anno di formazione. Nella festa dell’esaltazione della Santa Croce il Vescovo ha voluto ricordare ai giovani seminaristi il grande amore che Dio ha per loro, sottolineando l’altissimo valore di ciascuno di fronte a Colui che non ha risparmiato di dare il suo unico Figlio per la salvezza dell’uomo.

Il giorno seguente, la comunità del Seminario ha voluto affidare il nuovo anno alla Vergine del Rimedio, recandosi in pellegrinaggio a Orosei. La celebrazione pomeridiana dell’Eucaristia, animata dai ragazzi, è stata l’occasione per chiedere a tutti di pregare incessantemente per i seminaristi e per le vocazioni in genere. Sicuri dell’affetto e della preghiera di tante persone i seminaristi hanno ripreso il loro impegno scolastico che uniranno all’entusiasmo di una crescita, oltre che culturale, anche umana e spirituale.

Una comunità che si presenta rinnovata soprattutto per la prevalenza, in questo nuovo anno, dei ragazzi che frequentano le scuole superiori. La Comunità del Seminario Minore di Nuoro è cosi composta: Rosario Mesina (Orgosolo) quinto anno dell’Istituto Tecnico Agrario; Federico Bandinu (Siniscola) e Gabriele Goddi (Oliena) prima Liceo Classico; Alessandro Sale (Dorgali) terzo anno dell’Istituto d’Itruzione Statale; Mesina Alessandro (Dorgali) terza Liceo Scientifico; Filippo Muggianu (Dorgali) al secondo anno del Liceo Linguistico; Cristiano Corraine (Galtellì) e Sanna Giovanni (Orgosolo) al primo anno del Liceo Linguistico; Sini Antonello (Orgosolo) al primo anno del Liceo Socio Pedagogico; Matteo Piu (N. S. Rosario – Nuoro), Francesco Mereu (Orgosolo) e Alessandro Cubeddu (Orgosolo) frequenteranno la quarta ginnasio; Michele Murru (Irgoli) e Antonio Niciola Rubanu (Orgosolo) iscritti al primo anno del Liceo Scientifico; Marco Puggioni (Galtellì) al primo anno del Liceo Musicale. Infine i tre ragazzi delle scuole medie: Giuseppe Borishi (Lula) in terza e Tiziano Amsicora (Orotelli) e Luciano Daga (Lula) in seconda. In tutto diciotto ragazzi con il loro volti e le loro storie, accomunati dal desiderio di capire il progetto di Dio su di loro. Lo faranno nell’impegno quotidiano della preghiera, della vita comunitaria e dello studio, accompagnati e sostenuti dalle loro famiglie, dai parroci con le rispettive comunità parrocchiali e dai superiori del seminario.

A tutta la comunità diocesana la Comunità del Seminario Minore chiede di essere sostenuta nella preghiera, certi che una vera Pastorale Vocazionale ha il suo cuore pulsante in comunità oranti che incessantemente chiedono a Dio che mai faccia mancare gli operai per la sua messe. 

Le parole di Papa Francesco ai seminaristi

Le parole di Papa Francesco ai seminaristi

Ringrazio mons. Fisichella per le parole, e lo ringrazio anche per il suo lavoro: ha lavorato tanto per fare non solo questo, ma tutto quello che ha fatto e farà nell’Anno della fede. Grazie tante! Ma mons. Fisichella ha detto una parola, e io non so se è vero, ma io la riprendo: ha detto che tutti voi avete voglia di dare la vita per sempre a Cristo! Voi adesso applaudite, fate festa, perché è tempo di nozze… Ma quando finisce la luna di miele, che cosa succede? Ho sentito un seminarista, un bravo seminarista, che diceva che lui voleva servire Cristo, ma per dieci anni, e poi penserà di incominciare un’altra vita… Questo è pericoloso! Ma sentite bene: tutti noi, anche noi più vecchi, anche noi, siamo sotto la pressione di questa cultura del provvisorio; e questo è pericoloso, perché uno non gioca la vita una volta per sempre. Io mi sposo fino a che dura l’amore; io mi faccio suora, ma per un “tempino…”, “un po’ di tempo”, e poi vedrò; io mi faccio seminarista per farmi prete, ma non so come finirà la storia. Questo non va con Gesù! Io non rimprovero voi, rimprovero questa cultura del provvisorio, che ci bastona tutti, perché non ci fa bene: perché una scelta definitiva oggi è molto difficile. Ai miei tempi era più facile, perché la cultura favoriva una scelta definitiva sia per la vita matrimoniale, sia per la vita consacrata o la vita sacerdotale. Ma in questa epoca non è facile una scelta definitiva. Noi siamo vittime di questa cultura del provvisorio. Io vorrei che voi pensaste a questo: come posso essere libero, come posso essere libera da questa cultura del provvisorio? Noi dobbiamo imparare a chiudere la porta della nostra cella interiore, da dentro. Una volta un prete, un bravo prete, che non si sentiva un buon prete perché era umile, si sentiva peccatore, e pregava tanto la Madonna, e diceva questo alla Madonna - lo dirò in spagnolo perché era una poesia bella -. Lui diceva alla Madonna che mai, mai si sarebbe allontanato da Gesù, e diceva: “Esta tarde, Señora, la promesa es sincera. Por las dudas, no olvide dejar la llave afuera” (“Questa sera, Madre, la promessa è sincera. Ma, per ogni evenienza, non dimenticarti di lasciare la chiave fuori”). Ma questo si dice pensando sempre all’amore alla Vergine, si dice alla Madonna. Ma quando uno lascia la chiave sempre fuori, per quello che può succedere… Non va. Dobbiamo imparare a chiudere la porta da dentro! E se non sono sicura, se non sono sicuro, penso, mi prendo il tempo, e quando mi sento sicuro, in Gesù, si capisce, perché senza Gesù nessuno è sicuro! – quando mi sento sicuro, chiudo la porta. Avete capito questo? Cosa è la cultura del provvisorio?

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